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Folletti a Casa Matti?

25 Gennaio 2009
Anche oggi, come tutte le domeniche, la pista del Progetto Penice è aperta ai soci, ma non voglio scrivere di questo, è molto più bravo Marco a raccontarvi quanto i ragazzi (e più ancora gli adulti…) si divertano a scendere con gli sci, lo snowboard e anche con il bob.
Voglio raccontarvi, invece, quello che mi è successo oggi pomeriggio durante un’escursione tra i boschi che affiancano la pista.
Sono arrivato intorno alle due e c’era già una quindicina di persone tra adulti, ragazzi e bambini che “affollava” la pista. La mia idea era quella di farmi una passeggiata e con l’occasione fare qualche foto (ah mi son scordato di presentarmi: sono Enrico, segretario del PP e di mestiere faccio il fotografo…).
Son partito senza una meta precisa, cercando di farmi guidare dall’istinto e da ciò che più mi attirava fotograficamente parlando. Così dopo aver risalito per un po’ la pista ho deviato a sinistra su per il boschetto seguendo il tracciato di una vecchia variante alla pista che da anni non viene più usata.La strada si fa subito molto ripida e io, che non sono per niente allenato, ho cominciato ad accusare il colpo: fiato grosso e passi lenti. Ma la bellezza del posto e il rumore che fa la neve cedendo sotto il mio peso mi hanno stregato e ho continuato la risalita fino a un piccolo pianoro.
Qui ne ho approfittato per riprendere fiato e guardarmi attorno: si sentiva solo il mio respiro e tutto attorno si vedevano alberi carichi di neve. Bello mi son detto adesso scatto qualche foto, ma mentre armeggiavo con la macchina fotografica avevo una strana sensazione, come se qualcuno mi stesse osservando. Mi sono guardato in giro ma non si vedeva altro che alberi, neve, cielo.

vecchia pista.jpg

Ho ripreso il cammino, la salita stavolta è più dolce e la neve continua a scrocchiare sotto i miei passi (non riesco a trovare una parola adatta a descrivere il rumore della neve fresca quando ci cammini sopra, chi ha provato lo sa, per gli altri…beh venite e provate!).
La vecchia pista è percorsa da parecchie tracce di lepri, alcune sono recenti altre si vede che son più vecchie perché la nevicata di ieri le ha ricoperte e si notano appena. La maggior parte segue il confine dove la pista finisce e comincia il bosco, sono poche invece le tracce che l’attraversano. Chissà come mai…

tracce.jpg

Salgo ancora, la sensazione di essere osservato rimane e mi mette un po’ a disagio perché continuo a guardarmi intorno e a non vedere nessuno. Salgo fino al punto in cui la pista viene attraversata da un piccolo corso d’acqua, al mio arrivo un gruppo di piccoli uccelli si alza in volo cinguettando da un albero alla mia destra,mi passa sopra e prosegue risalendo il ruscello, subito dopo un altro gruppo di uccelli fa lo stesso, così d’istinto mi giro verso sinistra a seguire il loro volo e mi accorgo che il ruscello addentrandosi nel bosco forma una piccola cascatina, così mi avvicino per scattare qualche foto.
Mentre studio l’inquadratura attraverso il mirino, qualcosa attraversa come un fulmine la scena, istintivamente stacco gli occhi dal mirino e guardo tutto attorno per capire cosa potesse essere.Ancora quella figura, velocissima, si muove tra gli alberi.
Sarà poco più bassa di mezzo metro, sembra, sembra… no, non può essere i folletti non esistono, sarà qualche animale che non conosco e io mi sono fatto suggestionare dall’atmosfera magica del posto.
Mi rimetto a guardare nel mirino e di nuovo mi passa davanti, come un fulmine, provo a scattare, ma è troppo veloce. Stacco ancora gli occhi dal mirino e lo scorgo, velocissimo, sparire nel bosco.
Rimango immobile: voglio vederlo ancora. Rimango così per non so quanto tempo, ma niente. Non si fa vedere.
Finalmente mi decido a fare la foto alla cascatina e riprendo la salita, nella testa mi frullano mille domande: chi o cos’era? cosa voleva? Mah!?

cascata.jpg

Continuo a salire finché non arrivo sotto la partenza dello skilift del passo penice, la vista e il rumore degli sciatori mi distoglie dai miei frullamenti e decido di scendere verso la pista del Progetto Penice. Giunto all’altezza dell’arrivo della nostra manovia vedo sulla sinistra un pianoro oltre il quale c’è una fila ininterrotta di arbusti e alberi, sembra quasi un muro, e al centro un’apertura, sembra quasi una porta con i rami che toccandosi formano una specie di arco.

porta.jpg

Improvvisamente quella figura, velocissima attraversa il pianoro e s’infila nell’apertura.
Allora è vero, non me lo sono immaginato!
La curiosità di andare a vedere cosa c’è oltre quella porta è fortissima, ma preferisco tenermi la curiosità e far volare la fantasia. Così scendo e ritrovo Marco e gli altri che si stanno ancora divertendo, forse più che i bambini, a sciare.
Tornato a casa, mentre scarico le foto sul computer, mi balza all’occhio un libro sullo scaffale, parla di fate, elfi e folletti, così incuriosito mi metto a sfogliare le pagine finché arrivo a:
“Hiccup è uno spirito guardiano arrivato sulla terra, con i suoi piccoli fratelli di Luce, richiamato dagli alti e vecchi alberi delle foreste…entrando in un bosco si ha spesso l’impressione di essere osservati e che la notizia del nostro passaggio sia divulgata velocemente, attraverso misteriosi brusii, fino ai suoi estremi confini.al limitare dei prati, proprio ai margini del bosco, esistono delle porte invisibili ad occhi distratti che gli alberi e i cespugli camuffano abilmente. Queste porte d’ingresso che circondano il bosco sono custodite da spiritelli guardiani che avvertono gli alberi dell’arrivo di estranei. Gli alberi infatti, sono spesso raccolti nei loro profondi pensieri, oppure intenti a ricevere messaggi portati dal vento e, capita a volte che vengano disturbati dal rumore dei passi indifferenti che percorrono i sentieri del bosco.”
Allora non me lo sono sognato: ci sono i folletti a Casa Matti!!!
Alla prossima!
Enrico

Finiti i lavori

17 Gennaio 2009
Finalmente abbiamo concluso i lavori per il collegamento dallo sgancio alto della manovia con la pista centrale, ora raggiungibile tramite due ponticelli innevati che attaversano il boschetto sottostante la palude dell’acquedotto di Casamatti.
In questo modo i più sicuri (sia a salire che a scendere) possono comodamente “lasciarsi andare” senza dover più spingere.

A questo abbiamo aggiunto due compensatoni sui passaggi dei canaletti sottostanti la partenza dello skilift del Passo Penice.

 

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Così da agevolare chi, partendo dalla pista alta del Passo o dalla stradina del boschetto che và dalla statale 461 e raggiunge con brivido l’arrivo del vecchio skilift di Casamatti, vuole arrivare tutto d’un fiato (si fà per dire) alla partenza della manovia.
Voglio ricordare che tutte le discese in neve fresca sopra l’arrivo della manovia in uso al Progetto Penice asd, sono fuori dalla responsabilità e quindi dalle coperture che l’associazione stessa offre ai propri iscritti, unici fruitori degli impianti.
Domenica 18, tempo permettendo, Gennaio siamo aperti da mattina a sera.

Grazie alla bellissima nevicata che quest’inverno ha voluto nuovamente regalarci, ancora una volta bobbisti, snow boarder , sciatori esperti e principianti potranno ridiscendere galleggiando su di un soffice manto che, come testimoniano le immagini on-line, ha consentito a tutti, ma proprio a tutti quel divertimento “da bambini” che solo la neve riesce a dare.

Vi aspetto
Marco
P.s.
La discesa sotto la luna piena in neve fresca dalla vetta del Penice , causa la sovrabbodanza e la sofficità del manto in quota, è rimandata.

Allunghiamo la pista!

4 Gennaio 2009
Stiamo preparando l’allungo della discesa collegando l’arrivo in alto con la pista centrale, vi aspettiamo per provare e riprovare assieme le discese in neve fresca con le possibili varianti.
 

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ciao a tutti

Fiaccolata

3 Gennaio 2009
Mercoledì 31 Dicembre siamo riusciti ad organizzare in extremis la prima fiaccolata di capodanno sulla pista Renzo Gallini di Casamatti.
 
 

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Per la prima volta abbiamo registrato un buon interesse da parte di tutti i soci e gli amici del Progetto Penice.
 
Complice l’atmosfera molto suggestiva ( ha preso a nevicare dalle 15,30 e non ha mai smesso), imminenti i festeggiamenti del veglione, era palpabile l’emozione non solo dei più piccoli per la possibilità di poter ancora percorrere sulle lamine le piste una volta molto frequentate e soprattutto poterlo fare nel buio più assoluto al chiarore delle fiaccole, su sci e snow in un serpentone di 25 appassionati dai più ricchi di anni ai giovanissimi.
 
La manovia fornitaci dalla FISI ha fatto il suo dovere, trasportandoci sotto la partenza della coppa italia di sci d’erba, dove una volta accese le fiaccole abbiamo potuto scendere fino all’arrivo.
 
Peccato che con le fiaccole bagnate dalla neve, la necessità di accudire ai più piccoli inesperti della manovia, e il ritardo dovuto alla neve appiccicata agli scarponi, al momento di scendere le fiaccole autoprodotte non fossero più molto brillanti, non permettendo ai numerosi fotografi a valle di rendere il meritato onore al serpentone, pazienza, per la prima esperienza è andata anche troppo bene.
 
Spento, assieme alle fiaccole, il brivido della discesa e l’affettuosa accoglienza all’arrivo, ci siamo ritemprati con un bel brindisi a base di vin brulè (buonissimo) offerto dal ristorante Penice di Adriano e Giuseppe.
 
Grazie a tutti e …… alla prossima.

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